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Enogastronomia

 

Foligno  Parlando di enogastronomia, questo territorio offre simpatiche e gustose occasioni. Ai cultori della gastronomia, fatta di prodotti semplici e qualificati e per questo anche rari, le produzioni orticole folignati mantengono la loro squisita originalità come i fagioli di Cave, i "gobbi" (cardi) o il pomodoro a cuore, ancora sporadicamente prodotto negli orti appena fuori le mura, e reperibile nel mercatino della storica Piazza delle Erbe. Nell'altopiano appenninico l'agricoltura ha saputo sopravvivere, grazie alla specializzazione delle sue produzioni come la patata rossa, i formaggi,i latticini  e le lenticchie di Colfiorito.

Bevagna  La vite e l'olivo sono da secoli l'elemento caratterizzante, nel paesaggio agrario, delle colline che guardano Bevagna. Pertanto l'olio e il vino sono prodotti rilevanti nella gastronomia locale, come d'altronde in tutto il Comprensorio che, grazie alle caratteristiche climatiche, orografiche e alla struttura del suolo, ha in quesi prodotti della terra i capisaldi della sua cucina. Il vino è comunque il principe delle produzioni a Bevagna che, insieme a Montefalco, condivide una delle zone D.O.C. piu' qualificate dell'Umbria.

Olivo e vite disegnano anche il territorio di Gualdo Cattaneo. Qui si produce da sempre il famoso vino Sagrantino e sono ben undici i frantoi che tra ottobre e dicembre macinano le olive per produrre un olio di ottima qualità.
Il territorio di Gualdo Cattaneo, oltre alla già citata DOCG del Sagrantino, è DOC per il Rosso di Montefalco e per il Grechetto dei Colli Martani.
Nelle vallate fiorite, poi, tra rocche e castelli, ben undici, trovano materia prima le api per produrre un grande miele.

Montefalco, al centro di un importante distretto enologico, di primaria importanza per la produzione vitivinicola di altissima qualità, si propone come meta di particolare interesse del turismo enogastronomico. Risulta che la coltivazione della vite risale all'epoca romana.
Il Sagrantino di Montefalco nelle versioni Secco e Passito, è perfetto per l'abbinamento all'intera gastronomia umbra, dai salumi ai primi piatti e al dolce. Nel territorio si produce anche un ottimo "Montefalco Rosso" DOC ideale con i primi piatti e con la cacciagione ed un Bianco particolarmente apprezzato all'aperitivo(mospagebreak}

Il territorio di Nocera Umbra, oltre alle pregiate acque minerali,offre moltissime varietà di funghi che, insieme al tartufo, ad altri prodotti del bosco ed alle erbe di campo (impiegate per la preparazione del "Biscio", strudel salato alle erbe), caratterizzano la cucina locale. La permanenza della pastorizia in piccoli allevamenti familiari offre la disponibilità di carni e formaggio pecorino. I legumi ed i cereali dell'altopiano(lenticchie e farro), collinari e di fondo valle (fagioli, fave e cicerchie) sono le basi di minestre tradizionali, spesso unite alle patate, ma sempre condite con il "battuto" di lardo di maiale
Dai forni familiari ed artigianali vengono ancora sfornati pani e dolci della tradizione come pizze pasquali(dolci e al formaggio), rocciate, "rocci" e pizze.

A Sellano, tartufi, funghi porcini e castagne, prodotti del bosco, ottime carni di cinghiale, insaccati e prosciutti di maiale, formaggi e carni genuine, farro e lenticchie caratterizzano l'offerta gastronomica di questi luoghi.
E' a Sellano che sgorga la fonte dell'acqua Tullia.

A Spello sono ancora in funzione frantoi e molini a conduzione familiare. Grazie all'oliveto, dove allignano, e all'olio che le condisce, sono rinomate le insalate campagnole, i legumi, gli asparagi e le lumache. E' ancora viva la tradizione dei dolci rustici come il pane con il mosto, la "fregnaccia" e i "rocci".

Trevi, affacciata sulla pianura, è immersa negli uliveti della sua costa. La coltivazione, la raccolta e la produzione di un pregiatissimo olio sono il segno distintivo dell'economia trevana.
Notevoli le produzioni orticole di fondovalle che hanno nel sedano nero una specialità unica, in quanto selezionata da secoli nelle "canapine" trevane. La gastronomia locale valorizza le carni del piccione, del coniglio e del pollame in genere, utilizzando le ricette della tradizione contadina.

A Valtopina, poi, la presenza del tartufo bianco e nero ha fatto di questa località un importante centro di commercializzazione e di degustazione del prezioso tubero.
Nella Valle dell'Anna, poi, tra Valtopina e San Giovanni di Collepino (Spello) è in funzione un vecchio mulino a palmenti. Le macine in pietra vengono azionate dalla forza motrice delle acque di un ruscello proveniente dal Monte Subasio. Al mulino è annesso un forno che ne utilizza la farina per produrre pane e dolci tradizionali.
 




 
Lunedì 25 Settembre 2017 04:31
 
 
 
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